Novità: LA PROTESI DI GINOCCHIO “SALVACROCIATO”

Quali sono le caratteristiche innovative della protesi di ginocchio salvacrociato?

 

La prima grande innovazione è la possibilità di risparmiare il legamento crociato anteriore nella sua interezza, anche in caso di una sostituzione totale del ginocchio. Il legamento crociato anteriore è fondamentale nell’anatomia dell’articolazione, tanto che a seguito di un trauma si rende spesso necessaria la sua ricostruzione, specie se si vuole continuare a praticare intensa attività fisica. Non a caso si tratta di uno degli interventi più diffusi e comuni, ad esempio, fra i calciatori che altrimenti si vedrebbero costretti a uno stop professionale. Fino ad oggi era consentito preservare il legamento crociato anteriore solo con un impianto protesico parziale, mentre era via obbligata l’asportazione del legamento (qualora presente) in caso di completa sostituzione del ginocchio. Il superamento di questo limite rivoluziona quindi l’approccio terapeutico e chirurgico anche di fronte a lesioni e traumi importanti.

Sono candidati a questo tipo di protesi pazienti che chiedono al ginocchio una risposta funzionale, dinamica e attiva come avviene ad esempio in soggetti sportivi o lavoratori che richiedono una elevata funzionalità e in coloro che hanno una normale attività sessuale e socio-relazionale . In tutte queste condizioni avere un ginocchio quanto più possibile vicino alla normale struttura anatomica rappresenta un significativo miglioramento sia sulla qualità di vita sia sulle prestazioni delle varie attività. L’obesità o una marcata osteoporosi, invece, rappresentano una controindicazione a questo tipo di impianto, così come ne sono esclusi pazienti che giungono all’intervento con gravi deformazioni del ginocchio per elevate condizioni di usura.

La possibilità di mantenere il legamento crociato anteriore è resa possibile dal particolare disegno a U, ossia a ferro di cavallo, della protesi e dalla particolare modalità di appoggio sulla tibia, che non vanno a intaccare la zona nevralgica centrale del ginocchio in cui si integrano il legamento crociato anteriore e quello posteriore. La combinazione di questi elementi strutturali della protesi consente di risparmiare la parte centrale di inserzione dei legamenti e quindi anche il crociato anteriore.

Di conseguenza si ha la possibilità di mantenere quasi intatta anche in presenza della protesi la propriocettività, ossia la capacità di sentire da parte del paziente la propria articolazione. Un aspetto che viene garantito dai legamenti, i quali non solo danno stabilità ma veicolano anche la percezione di potersi sentire posizionato sul terreno reagendo con rapidità ad ogni movimento di rotazione. Mantenere nel corso dell’impianto protesico il legamento crociato anteriore, quindi, permette al ginocchio di riacquisire sensazioni molto vicine a condizioni di normalità o di percepirle appena leggermente differenti da quelle conosciute prima dell’intervento.

xpTrattandosi di una protesi innovativa e di recente introduzione, al momento non è ancora possibile dare dei risultati a lungo termine. Tuttavia i primi segnali propenderebbero per una significativa riduzione del dolore post operatorio, mentre sembrano non esserci grosse differenze sul recupero funzionale a breve termine tra un impianto standard e un impianto a conservazione del crociato anteriore. In entrambi i casi sono infatti necessarie al paziente circa 5-6 settimane per rientrare pienamente nelle proprie attività lavorative.

Limitatamente ai dati di cui oggi disponiamo, l’aspetto più rilevante è l’utilizzo più naturale del ginocchio a soli tre mesi dall’intervento. Infatti meno strutture si intaccano durante l’impianto e più ci si attiene alla struttura anatomica dell’articolazione, migliori saranno gli esiti e le sensazioni in termine di stabilità ed efficienza.