Chirurgia Protesica d’Anca Mininvasiva

E’ da circa 10 anni che la mia chirurgia protesica d’anca oltre all’ottenimento della restituito ad integrum del paziente mira al farlo nella maniera meno invasiva e più rapida.

Da qui il termine di MIS (Mini Invasive Surgery) che porta a studiare vie chirurgiche per arrivare all’articolazione con il maggior risparmio dei tessuti molli (tendini, muscoli e legamenti) e l’utilizzo di steli con design sempre più avanzati per risparmiare il prezioso bone stock femorale (steli corti e a conservazione del collo).

Tutto questo porta a notevoli migliorie:

  • minor dolore post-operatorio

  • diminuzione delle perdite ematiche (annullata la necessità di trasfusione post-operatoria)

  • cicatrici sempre più ridotte per venire incontro alle esigenze estetiche del paziente

  • diminuzione delle complicanze settiche e vascolari

  • più veloce recupero funzionale

  • ottima sensazione di sentirsi “propria” la nuova anca

  • assenza di lussazioni della protesi

  • in caso di revisione di stelo la possibilità di trovare maggior bone stock su cui impiantare la nuova protesi

Via d’accesso postero-laterale mininvasiva

Si attua con il paziente sul fianco. L’incisione cutanea è di circa 7-8 cm posteriore a livello della natica (ottima estetica). Via d'accesso postero laterale mininvasivaDopo aver passato lo strato di sottocute si arriva sulla fascia del muscolo tensore della fascia lata che viene incisa. Più profondamente si trova davanti il cosiddetto ventaglio degli extrarotatori.

La novità di questa via sta nel totale risparmio del muscolo quadrato del femore e soprattutto del piriforme un tempo sempre sacrificati (importanti stabilizzatori dell’articolazione dell’anca e della sua propriocettività). Una volta quindi disinseriti solo i muscoli gemelli e otturatori si arriva sula capsula; questi saranno ribaltati posteriormente per proteggere il nervo sciatico.

Attraverso una incisione a T capsulare si arriva all’articolazione che può essere agilmente lussata. Alla fine dell’intervento il gruppo di extrarotatori che è stato disinserito viene risuturato insieme alla capsula per ripristinare la condizione pre-intervento.

Via d’accesso anteriore mininvasiva

Si attua con paziente prono. L’incisione cutanea di circa 8-10 cm è anteriore sulla coscia.

Incisione della fascia superficiale. In questa sede è facilmente riconoscibile il setto intermuscolare tra il tensore della fascia lata ed il sartorio. Incidendo la fascia in corrispondenza delle fibre del tensore siamo in zona sicura, evitiamo cioè di ledere il nervo femoro cutaneo laterale.
Per via smussa si scollano le fibre del tensore dal sartorio che rimane ovviamente avvolto dalla sua fascia; si caricano lateralmente le fibre del tensore e compare la porzione prossimale del retto del femore che viene divaricato medialmente.

Nel caso in cui ci fosse una tensione eccessiva dei tessuti, bisognerà eseguire un release del tendine riflesso del retto del femore.

A questo punto si è arrivati sul piano capsula che una volta inciso ci darà accesso all’articolazione dell’anca.

Anche questa volta possiamo suturare la capsula una volta terminato l’intervento.