Artrosi del Ginocchio

1chirurgia_protesica_ginocchioL’artrosi è il consumo della cartilagine articolare che provoca quindi una progressiva esposizione dell’osso subcondrale con successivo attrito ed indurimento (sclerosi) di quest’ultimo. Da qui una reazione a catena che coinvolge l’intero sistema articolare: sinovite, creazione di osteofiti, ipertrofia capsulare, geodi, deformazioni e retrazioni miotendinee.

Comunemente si classifica in artrosi primaria o secondaria; la prima non trova cause certe ma solo fattori predisponenti: l’età, il sesso (femmine > maschi in età post-menopausale), l’obesità, alterazioni metaboliche quali il diabete o la gotta. La seconda ha diverse cause: della crescita (osteocondriti), post-traumatiche (fratture e/o lussazioni), metaboliche (condrocalcinosi, malattia di Paget), artropatie infiammatorie croniche (artrite reumatoide o psoriasica), vascolari (necrosi del condilo femorale), iatrogene (post terapia cortisonica) o meccaniche ( vizi posturali e degli assi di carico).

La clinica è dominata dal dolore, tumefazione, limitazione della mobilità, deformazione dell’articolazione, zoppia e impotenza funzionale.

Per studiare il consumo cartilagineo si utilizza l’imaging: RMN e RX.

artrosi_ginocchioQuando le terapie conservative già elencate falliscono si può ricorrere alla chirurgia. I principali interventi di prevenzione sono le osteotomie tibiale e femorale che si utilizzano quando l’artrosi non è ancora grave e si ha deviazione degli assi di carico (ginocchio varo o valgo). Si tratta quindi di un intervento che mira a diminuire il carico del compartimento danneggiato attraverso una frattura controllata e sintetizzata con placca e viti che ridona un appoggio più fisiologico.

L’artroscopia utizzata per debridement e shaving cartilagineo è poco utilizzata.

In caso di grave consumo della cartilagine la soluzione chirurgica è l’intervento di artroprotesi del ginocchio.

La protesi di ginocchio può essere parziale (monocompartimentale) o totale (a conservazione o sacrificio del LCP).

protesi-ginocchio-con-nuovo-polietilene-vitamina-ECi sono differenti modelli di protesi di ginocchio; quelle che più comunemente vengono utilizzate sono composte di una lega di metallo (Cromo-Cobalto) anche se esistono quelle speciali per pazienti allergici (ricoperte in titanio). La loro funzione è quella di ricoprire quella parte di osso che è stato danneggiato dall’usura della cartilagine in modo che non ci sia più quello sfregamento osso contro osso tanto dolente; normalmente vengono cementate.

Quando viene consigliato l’intervento di protesi di ginocchio?

Ovviamente quando vi è una grave usura della cartilagine e le terapie conservative hanno fallito; l’incremento della sintomatologia e la diminuzione delle attività svolte portano il paziente a decidere per l’intervento.

Anche l’età è un parametro molto importante: la vita media di queste protesi è di circa 15 anni quindi è sconsigliato a pazienti troppo giovani, al tempo stesso vista la necessità di eseguire una buona fisioterapia post-operatoria sarebbe meglio non farsi operare quando le condizioni generali risultino scadenti. E’ quindi necessario un colloquio con lo specialista per capire e ben valutare le possibili soluzioni.